martedì 12 giugno 2012
Aryes della Notte Inquieta
Il vento fischiava insistente facendo oscillare la grande roccia sospesa a mezz'aria da corde e ponti.
Un tuono esplose vicino, mentre la pioggia cadeva a ondate sull'erba aggrappata alla roccia e agitata dal vento. Tra i ciuffi d'erba spuntavano due appuntite orecchie feline.
Da ore le nubi di una tempesta si annodavano morbide su se stesse scaricando proprio da quelle parti acqua tiepida e qualche scarica elettrica.
Aryes sospirò stancamente col viso immerso tra le foglie d'erba e le unghie aggrappate alla roccia dondolante.
Si era perso nel labirinto del Nessundove e non era riuscito a evitare quella noiosa torbolenza; era fradicio e in ritardo di qualche giorno a un appuntamento coi suoi amici.
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